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Visualizzazione dei post con l'etichetta Fringuello alpino (Montifringilla nivalis)

Intorno ad alcune creste dell'Appennino centrale

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Nel decidere di salire in montagna, quella mattina, mi ero fissato un paio di obiettivi da scovare: identificare, in quella zona, l’area in cui nidificavano le Balie dal collare ( Ficedula albicollis ) e verificare se, come anni addietro, attorno a quelle creste nidificassero ancora i Fringuelli alpini ( Montifringilla nivalis ). La prima è una specie migratrice che sverna in Africa centro-meridionale a Sud dell'Equatore e che giunge in questi ambienti solo per riprodursi; la seconda invece è legata a certe altezze per tutto l’anno. La prima, per vivere, cerca faggete con alberi maturi, che spesso resistono solo confinati al limite altitudinale del bosco, la seconda ama le aree rocciose sommitali, esposte ai venti e prossime a sassose praterie d'altitudine. Il gruppo montuoso, ai confini tra Lazio ed Abruzzo, in cui si è svolta l'esperienza narrata in questo post, visto dal versante laziale; caratterizzato da notevoli aree di prateria d'altitudine, la sua conformazione ...

Alte quote

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Legate alle alte quote, alcune specie sono così bene adattate a vivere in tali ambienti che sono restie ad abbandonarli, persino in inverno. La Piana di Campo Imperatore - Provincia dell'Aquila, febbraio 2022 Una di queste è sicuramente il Fringuello alpino ( Montifringilla nivalis ), un passeriforme che raramente scende sotto i 1.500 m di altezza e, ancor meno, sotto i 1.000 m. Frequenta le alte praterie montane ma è legato soprattutto a una morfologia orografica rude ed aspra fatta di pareti dirute e pendii impervi dove trova rifugio, fessure e cavità in cui nidificare. Ambiente frequentato dal Fringuello alpino ( Montifringilla nivalis ) negli Appennini centrali così come appare all'inizio dell'autunno, prima d'essere interessato dalle precipitazioni nevose invernali - Provincia di Frosinone, novembre 2017 La sua dieta comprende insetti, semi e parti vegetali. Per alimentarsi in tarda primavera e soprattutto per reperire nutrimento altamente proteico per la sua prole...

Sulle alte vie, tra Sassolungo e Gruppo Sella

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Ricordi di un trekking sulle Dolomiti tra le province di Bolzano, Trento e Belluno svolto dal 30 luglio al 6 agosto 2005. Questo trekking è stato ideato da un gruppo di cui era membro attivo Emanuele Joller che è stato colui che mi ha invitato a partecipare. I primi due giorni siamo stati sui sentieri del Gruppo del Sassolungo, i successivi su quelli del Gruppo del Sella, lambendo le pendici della Marmolada. Le Dolomiti hanno una lunga storia geologica che inizia circa 280 milioni di anni fa quando l’area dove oggi sorgono era una pianura che si trasformò in un mare tropicale. Qui si depositarono sedimenti ed erano attivi dei vulcani. In questo mare, piccoli quanto numerosi organismi costruirono scogliere, atolli e piccole isole per godere meglio della luce del Sole necessaria al loro sviluppo. Prima di spegnersi e di erodersi, i vulcani produssero forti eruzioni seppellendo e modificando le scogliere presenti. Sul suolo che ne derivò, grazie all'azione dei coralli, furono cos...